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In compagnia della capo villaggio - Popolo Dzao

Namibia

In auto a Solitaire

India

Taj Mahal - Agra

Sudafrica

Con Hunter - Tshukudu game reserve

Namibia

Presso un villaggio Himba

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sabato 7 giugno 2014

Safari per tutti!

Safari in Uganda























Come nei viaggi, anche nel safari c'è chi preferisce il fai da te e chi compra il pacchetto completo.
Noi siamo dei safaristi fai da te, sì anche in questo caso preferiamo la solitudine del self drive...
E' la formula che più ci calza a pennello, in cui avventura e libertà si sviluppano alla massima potenza.
Ci sono diverse possibilità e diversi livelli di difficoltà per questo tipo di safari.
Il più semplice, e quindi adatto ai principianti e ai bambini di qualsiasi età, è il self drive in Sudafrica, i parchi nazionali ben organizzati danno la possibilità di accedere anche con auto normale, ci sono sistemazioni comode in bungalow e aree camping, pensate che ci si può andare anche in camper, per chi ama il fuoristrada, ma senza esagerare, esistono percorsi dedicati di diverse difficoltà.
Se invece avete esperienza di guida in fuoristrada e sapete usare un navigatore satellitare potete cimentarvi in un safari più impegnativo recandovi in Botswana.
E se volete il safari più estremo, piantate la tenda nella natura (quasi ogni parco o riserva dispone di aeree attrezzate), sedete intorno al fuoco e per tetto…. milioni di stelle.
Attenzione però all’organizzazione, perché avventura e libertà non si trasformino in una brutta esperienza.
Foratura camper




Al di fuori del Sudafrica e della Namibia, che sono paesi “facili” da affrontare anche per chi non ha mai intrapreso viaggi fai da te,per gli altri paesi, prima di organizzare senza supporto di operatori del settore, è preferibile avere un minimo di esperienza in viaggi autonomi e consultarsi sempre con chi conosce già il paese oltre a prendere molte informazioni, assicuratevi che il buon senso vi accompagni sempre!












Se non siete degli intrepidi potrete scegliere il Kenya optando per safari accompagnati anche di pochi giorni alloggiando in lussuosi lodge o in un semplice campo tendato fisso, oppure partecipare a safari di gruppo di più giorni nei parchi del Botswana e della Tanzania, così come in Kenya o in Zimbabwe.
Due modi molto diversi di approcciarsi alla natura ma che hanno in comune l'amore e la curiosità per gli animali. Non sempre però si è preparati per questa esperienza, spesso mancano informazioni di base piuttosto importanti per poter godere del viaggio senza creare danni a se stessi e all'ambiente che ci circonda, e allora ho pensato di raccogliere qualche informazione per aiutare chi si accinge a partire:

Regole del safarista responsabile
Ci sono regole ufficiali da seguire durante un safari che sono stabilite dalle autorità competenti e locali, questo per ogni paese che visiterete.
Io mi limito a dare dei consigli generici per il rispetto dell’'ambiente sulla base delle mie esperienze.

Prima di partire:
Acquistate un manuale sugli animali e se, siete amanti del birdwatching, uno sugli uccelli vi aiuteranno a conoscere meglio abitudini e comportamenti delle creature che incontrerete. Ci sono due manuali molto ben fatti in vendita presso AIEA
Fate la valigia con indumenti dai colori neutri (beige, marrone, verde scuro etc…) comodi e di tessuti naturali, scegliete scarpe comode e se prevedete dei walking-safari portatevi degli scarponcini da trekking, per la sera un indumento caldo (pile o felpa).
Se il viaggio ha in previsione molti spostamenti in fuoristrada o in piccoli aerei, preferite borse morbide a valigie rigide.
Non dimenticate: binocolo, occhiali da sole, un cappello a larga tesa, la crema solare e ovviamente l’ attrezzatura fotografica.


















Durante i safari:
Non dimenticate che la vostra presenza in un parco o riserva è già una forma di intrusione, quindi le norme comportamentali dovrebbero servire a ridurre al minimo la vostra interferenza con l’ambiente.
Nel caso di safari accompagnati, cercate di ascoltare e rispettare sempre i consigli della vostra guida e/o autista ( in quanto esperti della savana e del comportamento degli animali).
Non chiedete di fare i fuoripista per vedere gli animali più vicino, perché, per non deludervi, il vostro autista potrebbe provarci sul serio con la conseguenza di rovinare la vegetazione ed invadere gli spazi dei padroni di casa. (Cosa che purtroppo succede molto spesso soprattutto in Kenya e Tanzania)
Evitate di fumare durante i safari, non si è mai visto un leone per quanto grosso e rilassato con una sigaretta fra le labbra!!! Potete fumare una volta arrivati al lodge, ma se proprio non potete farne a meno NON GETTATE IL FILTRO.
Non infastidite gli animali evitando di fare rumori inutili, urla, schiamazzi, evitate anche di fotografare utilizzando il flash.
Non cercate di dare da mangiare agli animali, le scimmiette, si sa, sono molto simpatiche, ma anche molto invadenti, se le invitate a prendere una banana ne vorranno mille e non sarà facile togliersele di dosso.
Vervet monkey























Non avvicinatevi troppo agli animali, di norma non si può uscire dall’auto, tranne che nelle aree segnalate, se decidete di farlo sapete che correte un grosso rischio, gli animali selvaggi sono imprevedibili e pericolosi, inoltre spesso dove tu non vedi nulla potrebbe esserci un felino in agguato!
Se siete in self drive: rispettate i limiti di velocità che di solito si aggirano sui 40 km/h, ricordate che gli animali hanno la precedenza assoluta, entrate ed uscite dai parchi solo attraverso i “gate” autorizzati, rispettate gli orari dei ingresso ed uscita dai parchi.
Non lasciate rifiuti in giro, anche se si tratta del torsolo di una mela, fate un sacco spazzatura e riportatelo al lodge.
Non raccogliete e portate via niente dai parchi, per esempio ossa, rami secchi, piante, semi, insomma niente proprio niente, tutto ciò che si trova sul suolo da un suo specifico servizio all’ ambiente in cui si trova.
Non acquistate prodotti derivanti da animali e/o piante protette per esempio avorio, pelli, conchiglie, ossa etc…
Safari con bambini:
il safari è un attività che piace molto ai bambini, ma è meglio tenere presente che, bambini particolarmente
vivaci possono avere problemi nel restare per troppe ore chiusi in un auto senza mai potersi muovere e saltare, inoltre potrebbero essere di disturbo per gli eventuali compagni di viaggio o addirittura fare scappare gli animali. Diversi lodge, soprattutto in Kenya, Tanzania, Botswana, non accettano bambini al di sotto dei 7 anni. Diverso l’atteggiamento dei parchi del Sudafrica ove spesso esistono spazi a loro dedicati. Sembrerà strano, ma molto probabilmente, la formula del self drive sudafricano è la migliore scelta per chi ha bambini, in special modo molto piccoli. Potete infatti muovervi più liberamente e organizzarvi in base agli umori di vostro figlio. Scegliendo per esempio di non allontanarvi troppo dal campo in modo da poter rientrare in caso di bisogni impellenti o scegliendo percorsi ove siano presenti aree di sosta e pic-nic!

  

domenica 23 marzo 2014

Il mal d'Africa

Tanti ne hanno sentito parlare in molti ne soffriamo.
Cos'è il mal d'Africa? Non è facile spiegarlo, provate a chiedere ad un brasiliano di spiegarvi cos'è la Saudade...
Io sono, ahimè, vittima di due tipi di saudade, una per l'India ed una per l'Africa.
Tempio Bagavathi Amman - Kanyakumari - Tamil Nadu






Bimbi di un villaggio profughi - Uganda




























E una non esclude l'altra; non riescono a sminuirsi a vicenda, perché se l'India mi lega di testa, spiritualmente, l'Africa mi lega di pancia, fisicamente.
E questa patologia è subdola perché non da sintomi di preavviso, ti cade addosso all'improvviso, quando sei già rientrato dal viaggio. 
Oggi vi racconto il mal d'Africa, il nostro...ma sono sicura che molti ci si ritroveranno perché:
Un giorno, un solo giorno passato nella savana basta per innamorarsi perdutamente di questo continente.
Savana africana - Sudafrica




















Una notte, una sola notte sotto un immenso cielo stellato basta per innamorarsi dei suoi deserti.
Cielo stellato nel deserto - Tunisia























Un ballo, un solo ballo condiviso con la gente di un villaggio e vi innamorerete dei suoi popoli.
Danze al Cuckooland lodge - Uganda

Poi, si torna a casa e succede che un giorno, uno qualunque, guardi ciò che ti circonda e ti rendi conto che la tua mente vede altro. 
Quel che è peggio è che percepisci in modo diverso ciò che ti circonda.
Tutto quello che vedi è "finto" costruito, sta lì per mano dell'uomo, nemmeno gli spazi verdi sono più naturali, rinchiusi in una forma artificiale su idea di qualche architetto che pensa di aver creato un capolavoro, ti senti spesso fuori luogo, mal in sintonia con ciò che ti circonda, mentre quando sei in Africa è tutto più vero, senti di essere parte di ciò che ti circonda, piccolo, minuscolo, ma una parte di un grande quadro che qualcuno ha dipinto perfetto nella sua travolgente a volte spietata bellezza. Senti di essere a casa, i tuoi piedi toccano un suolo che hai già calpestato, ricordo atavico di un passato ancestrale.
E' così che mi sono accorta di avere una grande nostalgia per l'Africa, è da quel momento che sento quotidianamente il desiderio di tornare.


















Ad alcuni succede incontrando il deserto, a me, e a mio marito, è successo incontrando gli animali.
Per giorni, dopo il rientro dal primo viaggio in questa terra, siamo stati vittime dei nostri ricordi che si sovrapponevano come gigantografie alle immagini reali di casa.
Guardi fuori dalla finestra e rivedi la savana con i suoi animali sovrapposta al campo da calcetto riadattato a parcheggio in una giornata umida e fredda dell'inverno ferrarese e realizzi che: sì ti sei proprio beccato il mal d'Africa, nella forma peggiore, quella con conseguente stato depressivo e attacco piagnone!!!
A casa ci stai bene, ma in casa tua, il resto non va bene, perché ti mancano i ritmi dettati dalla natura.
I silenzi del giorno; silenzi riempiti dal fruscio del vento che accarezza il veld, frinire di grilli e cicale nel bush.
I suoni della notte: c'è fermento di notte nella savana….i predatori vanno a caccia… i ruggiti dei leoni, le “risate” delle iene, i richiami dei licaoni.

Leone mentre rugisce
Mamma iena e i suoi cuccioli


Branco di Licaoni























Hai nostalgia del dormire in una tenda sentendo rumori che non sai definire,che fanno salire l'adrenalina restando in ascolto col fiato quasi sospeso per ascoltare e cercare di capire che cosa sarà, sapendo che a pochi passi da te probabilmente un leopardo sta preparandosi ad un agguato. 
Ti mancano i tramonti, violenti nei colori, velocissimi nei tempi, tanto veloci da lasciarti sconcertato con la sensazione di non averlo nemmeno vissuto, ma la certezza che domani tornerà.
Tramonto al confine con l'Angola























Ti manca e vorresti riprovarla altre mille volte, l'emozione di ritrovarti a pochi passi da un Silverback, il maschio adulto dei gorilla, ne restano poco più di 800 esemplari, è un’esperienza commovente e purtroppo non così semplice da realizzare, ma d'altra parte, per la salvaguardia della specie è giusto così.
Gorilla - Bwindi Impenetrable National Park























Ti manca la sensazione di solitudine e infinito che si prova nel deserto, la magia dei miraggi all'orizzonte, la bellezza delle oasi, piccoli puntini sfacciatamente verdi che spuntano all'improvviso in mezzo al nulla.
Noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerne le diverse forme, dalle depressioni dei laghi salati della Tunisia, alle dune di sabbia poste alle soglie del Grande Erg Orientale, passando attraverso il deserto detto dell'Hamada, ovvero il deserto costituito da altipiani rocciosi e distese piatte di pietrisco aguzzo e scuro e infine le altissime dune rosse del deserto del Namib...uno dei più antichi del mondo.
Chott - Tunisia
Deserto - Ksar ghilane











































Deserto - Tunisia
Dune del deserto del Namib












































Scimpanzé - Kibale National Park - Uganda











Ci mancano le urla degli scimpanzé delle foreste dell'Uganda, primi saluti del mattino, ultimi della sera!















Fulmini di un temporale in arrivo







Anche i temporali in Africa sono speciali e bellissimi, li senti arrivare molto prima. Il vento aumenta e te ne porta l'odore, li vedi in lontananza strisce nere che passano all'orizzonte ed infine esplode.























Questa è l’Africa, e non solo, è molto, molto di più e quel di più se avete voglia lo potete scoprire nei miei racconti oppure lo potete vivere andandoci e se vorrete io posso aiutarvi ad organizzare e magari, perché no, facciamo un gruppo e ci andiamo insieme.
Rainbow - Solitaire - Namibia





Le foto di questo articolo sono raccolte da una serie di viaggi che abbiamo fatto nel continente africano.
Viaggi fatti in moto, in auto con autista o in self drive e svolti in Tunisia, Uganda, Sudafrica, Namibia.
Se volete vederne altre potete andare sul nostro sito www.amphotographer.net
e scegliere la galleria che preferite.

Se invece volte leggervi un racconto:




domenica 2 febbraio 2014

Etosha National Park - Passeggiando nei giardini del Signore

Passeremo 4 giorni all'interno del parco e ahimè gli avvistamenti saranno piuttosto deludenti. D'altra parte eravamo coscienti che il periodo delle piogge non è il migliore per i safari, ma mai avrei creduto fino al punto di non vedere nemmeno un elefante! Non mancano di certo le antilopi; in Namibia quella più numerosa è l' Antilope Saltante (Springbok).

Antilope all'Etosha National Park
Antilope all'Etosha National Park

Orici, Zebre e Giraffe sono numerosi e onnipresenti, anche gli Sciacalli con i loro bei musetti furbi si vedono abbastanza facilmente. Ma per il resto, nulla, sembra ci sia in atto uno sciopero nella savana!

Zebre all'Etosha National Park
























Inizialmente restiamo spiazzati perché le nostre esperienze sudafricane ci hanno regalato bellissimi avvistamenti anche se fatte in pieno periodo delle piogge, ma nei giorni a venire, imparando a conoscere l' Etosha ne capiamo il motivo, o perlomeno crediamo di averlo capito...

Giraffe all'Etosha National Park






















Il parco Etosha ha una superficie di 23000 kmq, circa 3000 kmq più grande del Kruger National Park, ma la rete stradale è molto meno capillare. C'è una strada principale che lo attraversa per tutta la sua lunghezza da est a ovest, posizionata a sud del pan e che lo costeggia. Più una serie di strade minori, tutte a sud della strada principale. Quindi 2/3 della superficie del parco restano inaccessibili.
Ora, il mio lato animalista e rispettoso della natura ne è felicissimo, gli animali sono liberi di fare la loro vita senza interferenze umane ma, il turista ed il fotografo che sono in me ne restano mortificati e delusi.
Gli avvistamenti in questo splendido parco avvengono principalmente alle pozze, numerose e ben posizionate. Ma complici gli acquazzoni degli ultimi giorni in questo momento l'Etosha sembra essere diventato un unico immenso acquitrino e così anche le pozze più famose restano vuote.

Sciacalli all'Etosha National Pak























Ed è proprio con un bel temporale africano che il campo di Okaukuejo ci dà il benvenuto. Facciamo giusto in tempo a montare le tende (questa notte campeggio) che il primo acquazzone arriva nero e brontolone.
Finisce in un attimo e così ci mettiamo a preparare tavola e braci per la cena, ma facciamo solo in tempo a cuocere la carne e per mangiare ci dobbiamo rifugiare nella lavanderia!
Si va a nanna presto, le giornate nei parchi sono scandite dai ritmi della natura, e questa notte sarà la più bella di tutto il viaggio, i leoni hanno ruggito senza sosta, quasi a volerci far sentire ancor più in Africa.
Ci alziamo al crepuscolo per andare alla ricerca dei leoni che non riusciremo a trovare, e lentamente raggiungiamo il campo di Halali, tappa della terza notte. Il campeggio di Halali è davvero carino, cerchiamo una posizione asciutta perché ci sono diverse pozzanghere in giro. Un bell' albero a farci ombra e un bello spiazzo abbastanza alto nel caso piova. Verso le 17.00 il bivacco è pronto, mentre i nostri amici riposano in tenda io e Andrea facciamo una capatina alla pozza sperando in qualche avvistamento.
Niente, il nulla assoluto, ritorniamo sui nostri passi mentre inizia a piovere e in un attimo si scatena un bel temporale, nemmeno mezz'ora d'acqua e le tende si ritrovano in ammollo, urge spostarle!!!
Di nuovo cerchiamo un posto asciutto e ovviamente ancora più alto e passiamo alla preparazione della cena, anzi, passano, perché io me ne vado a fare una doccia. Quanto tempo ci vuole per fare una doccia? 5 minuti? Mettiamo 10 minuti, sono stata lunga....esco dalla doccia e mi accorgo che è arrivato un nuovo temporale, ok, aspetto che smetta, tanto sono così veloci i temporali africani!!! Passerò lì dentro 2 ore, durante le quali si scatenerà il finimondo, il vento è fortissimo e piega gli alberi in modo impressionante, per non parlare degli scrosci di pioggia che fanno pensare al getto di un idrante.

Temporale alla pozza di Okaukuejo


































Ovviamente all'inizio sono tranquilla, con passare del tempo però comincio a pensare a dove possono essere Andrea e i nostri amici, questo non è un normale temporale è molto più violento. Intanto il tempo passa e senza orologio non ho la più pallida idea di che ora sia, non so bene cosa fare, se restare al riparo in bagno o se buttarmi sotto il diluvio per rintracciare gli altri.
Penso che non finisce mai, l'istinto mi fa dire basta, per favore basta, come facciamo se continua così, la situazione sta diventando davvero preoccupante, il pensiero va agli alluvionati di casa nostra, a cosa possono aver provato nel vedere salire l'acqua in casa e non poter fermare la pioggia!! Io tuttalpiù perdo quello che ho nelle valigie...
E quei poveri animali là fuori? Bagnati fradici e al freddo, con il vento che, il freddo, lo fa sentire ancora di più. E tutti i loro cuccioli? Chissà quanti non riusciranno a superare la notte. Si chiama selezione naturale, giusto? Ma io ci soffro.
Cerco di restare sulla porta dell' edificio per sbirciare in direzione delle tende e vedere se riesco a capire com'è la situazione fuori, ma la visibilità è pressoché nulla! E' così che a un certo punto vedo venire nella mia direzione una figura che riconoscerò come Andrea solo quando si troverà a pochi passi da me. In pantaloncini e senza maglia, fradicio....
- Ma cosa fai in giro sotto sta roba? -
- Cosa faccio? Ci stavano volando via le tende, siamo dovuti correre a ripichettarle, non so se terranno. Il campeggio è un lago, sono preoccupato per le macchine fotografiche, gli zaini sono in tenda e rischiano di bagnarsi... -
Andrea sta visibilmente tremando, lo faccio infilare in doccia per scaldarsi e gli metto l'unica cosa asciutta che abbiamo, il mio accappatoio. Con il suo arrivo imparo anche l'ora, sono ormai le 20.00, bisogna assolutamente decidere il dafarsi. E' assodato che non possiamo dormire in tenda, il temporale ha finalmente perso d'intensità, ma cosa potrà succedere durante la notte? Inoltre il campeggio si è trasformato in lago!
Per prima cosa bisogna recuperare le valigie ed il resto nelle tende e andare alla reception per vedere se c'è ancora disponibilità di bungalows.
Andrea si rimette i pantaloni bagnati e mi dice di aspettarlo lì, è inutile che mi vada a bagnare pure io...
Si ributta sotto la pioggia e raggiunge l'auto per recuperare tutto ciò che abbiamo nelle tende con l'aiuto di Marco; passa alla tettoia dove si ripara Tella e infine raccoglie me, che finalmente lascio i bagni...cominciavo a credere di doverci passare la notte!
Girare per il campo è piuttosto difficile, è tutto allagato e non si capisce dove possono finire le ruote, non vorremo mai finire in piscina...
Andrea torna per l'ennesima volta sotto all'acqua per fare strada; in alcuni punti l'acqua gli arriva alle ginocchia, in realtà sotto all'acqua ci siamo tutti visto che in auto piove allo stesso modo....è così che scopriamo di aver noleggiato un colabrodo!!!

Self Safari Etosha National Park























Alla reception ci assegnano un bel bungalow e la serata finisce in grigliata, brindisi e balli!
Giornatina intensa, che ne dite!!!
Fortunatamente ho pianificato l'itinerario in modo da intervallare sistemazioni comode al campeggio, i prossimi due giorni alloggeremo al Dolomite camp, lussuoso ed esclusivo campo tendato posizionato in una porzione del parco Etosha accessibile solo se ospiti del lodge.

Campo Dolomite-Etosha National Park
Tramonto africano all'Etosha National Park





















Per arrivarvi attraversiamo 3/4 della lunghezza del parco, 240 km di paradiso, è un continuo susseguirsi ed alternarsi di boschi di mopane, savana di erba (veld), savana di cespugli (bush), pozze circondate di sassaiole bianche. Sembriamo bambini che non hanno mai visto nulla, le esclamazioni di stupore e gioia davanti a questa bellezza si sprecano, e il pensiero che ci accomuna è che sì, Dio esiste.
E' tutto questo, è in tutto questo, noi stiamo semplicemente passeggiando nei suoi giardini.

Panorama-Etosha National Park

Savana-Veld-Etosha National Park

la depressione chiamata Pan-Etosha National Park



domenica 12 gennaio 2014

Namibia - Spazi Infiniti

Sulle strade della Namibia
Le strade della Namibia

Vi è mai capitato di tornare da un viaggio ed avere la sensazione che vi manchi qualcosa? La certezza che qualcosa sia restato a metà? Questo è quello che provo al ritorno dalla Namibia, è come se non fossi riuscita a vivere pienamente questa nuova avventura, quasi che le cose che ho vissuto siano restate là. E' difficile da spiegare, bellissimo viaggio, bellissimo paese, ma...
Ma qualcosa non torna, ci sono stata o me lo sono sognato? E' strano, sapete, non mi era mai capitato, e non ho ancora inquadrato il motivo scatenante di questa confusione mentale.
Grande sostenitrice dei viaggi con poche tappe a ritmo lento, questa volta pago lo scotto di aver voluto vedere troppo in soli 15 giorni? Ecco la parolina magica.
Vedere.
Io ho solo visto la Namibia, ahimè non sono riuscita a viverla.
Quando ho organizzato il Sudafrica in camper, avevo la consapevolezza che sarebbe stata solo un'infarinatura e che sarei tornata scegliendo di volta in volta una zona da approfondire, merito anche della facilità con cui ci si arriva, i voli non sono mai troppo cari.
Ma la Namibia...mi son detta, quando potrò mai tornare, non è proprio una meta da tutti i giorni, e così si cerca di vedere più che si può e d'altronde cosa eliminare?
Non è facile escludere tappe da un itinerario namibiano, la sua peculiarità è l'unicità! Il deserto del Namib è solo qui, la Skeleton Coast è solo qui, il Damaraland con i suoi elefanti è solo qui, e gli Himba? Vivono solo qui...e le distanze? Spazi infiniti.
Namibia paesaggi infiniti
Paesaggio Namibiano

La Namibia è un tripudio di paesaggi, un susseguirsi di panorami senza confini, anche con il grandangolo mica ci sta tutto dentro l'obiettivo!!!
E ogni volta ti stupisci perché non capisci come la natura possa creare situazioni così simili ma così esteticamente diverse, basta una nuvola che i colori cambiano, l'orizzonte è il più lontano che io abbia mai visto e ciò che i tuoi occhi guardano è in continua metamorfosi eppure così uguale a se stesso!
Non toglierei niente dell'itinerario deciso, ma vorrei ripartire domani per rifarlo daccapo, nonostante tutte le disavventure avute; e nella prima parte non sono state poche; e nonostante si siano visti ben pochi animali.
Ma veniamo al viaggio vero e proprio.
Partiti da Venezia con Emirates, arriviamo a Windhoek alle 14.30, dopo 2 scali e molte ore di veglia. Siamo ovviamente molto stanchi ma l'eccitazione che contraddistingue l'arrivo in terra straniera ci aiuta a sorbirci le pratiche di consegna del mezzo, anche se in realtà nessuno di noi è ben concentrato e non diamo molto peso a ciò che ci viene detto.
Il nostro mezzo

Alcune ci restano impresse:  controllare tutte le mattine prima di partire l'acqua del radiatore, la misura giusta della pressione delle gomme a seconda del tipo di fondo stradale (cosa che ci interessa visto che praticamente tutte le strade in Namibia sono sterrate), una desta la nostra ilarità, quando piove ci sono delle infiltrazioni ma niente di che!
Niente di che? Ah, ok, tanto c'è caldo!
Alle 17.30 circa dopo aver caricato il nostro super Land Rover Defender partiamo per la nostra prima meta, un campo tendato 20 km a nord di Windhoek e dobbiamo anche fermarci a fare spesa per i prossimi 3 giorni. Arriviamo al campo con il primo tramonto mozzafiato e in un attimo è buio, solo il tempo di prendere possesso della nostra bellissima tenda.
Alloggio Windhoek
Tenda del Windhoek game camp

Sono le 20.00 e prepariamo le braci per il braai. Ceniamo tardino con la defezione di Donatella che va a letto per un forte mal di testa, ma è una bellissima cena accompagnata da un buon vino sudafricano e dai suoni della notte africana. Domani ci attende l'Etosha National Park.
Cena al campo Windhoek
Cenetta barbecue